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Conoscere il modulo F24: cos’è ed a cosa serve

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Modulo F24
Modulo F24

Tributi, contributi e premi, queste sono spese che tutti i cittadini conoscono bene. Non spettano infatti di certo solo a coloro che sono in possesso di una partita IVA. Chi più chi meno, tutti siamo soggetti a questi pagamenti. Per effettuare il pagamento di tributi, contributi e premi, si utilizza il modello F24

Modello F24, di cosa si tratta?

Il modello F24 prende anche il nome di modello unificato. Questo perché consente il pagamento di varie somme, anche di tributi diversi quindi tra loro, in un’unica soluzione. Si tratta di un modo per rendere i pagamenti più veloci e snelli. Vale anche nel caso di versamento con eventuali crediti. 

 

Di solito è il commercialista che si fa carico di redigere il modello F24 per il pagamento dei tributi. Non hai un commercialista? Non possiamo che consigliarti di cercarne uno, anche direttamente online. Presta attenzione affinché operi vicino a te, in modo da evitare di dover effettuare chissà quanti spostamenti. Se abiti a Milano, cerca quindi commercialista Milano direttamente su Google. È anche vero che oggi come oggi questo non è un dato poi così importante. Tutto infatti può essere espletato via mail o telematicamente. Avere però un commercialista di riferimento in città è sempre consigliabile. 

 

Detto questo, il modello F24 può essere pagato direttamente dal commercialista. In alternativa lo si può pagare autonomamente tramite home banking o recandosi direttamente in banca. Effettuare il pagamento in autonomia è difficile? Assolutamente no. È sufficiente infatti compilare i campi così come indicato dal commercialista. I soldi vengono poi scalati direttamente dal conto corrente. 

Modello F24: a cosa serve 

Il modello F24, come abbiamo poco fa affermato, serve per pagare tributi e contributi. Sì, ma quali? Di seguito elenchiamo tutto ciò che è possibile pagare tramite modello unificato. La lista è stata estrapolata in modo più o meno integrale dal sito internet ufficiale dell’Agenzia delle Entrate

 

  • Imposte sui redditi 
  • Ritenute sui redditi da lavoro e sui redditi da capitale
  • Iva
  • Imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’Iva
  • Imposte sui giochi
  • Irap
  • Addizionale regionale e comunale all’Irpef
  • Accise, imposte di consumo e di fabbricazione
  • Contributi Inps, Inail, Inpgi, Cipag, Cnpr, Enpacl, Enpap, Enpapi, Epap, Eppi, Cnocl e premi Inail
  • Imu, Imi, Imis, Tari e Tasi
  • Tosap/Cosap, Imposta comunale sulla pubblicità/canone per l’installazione di mezzi pubblicitari
  • Imposta/contributo di soggiorno 
  • Diritti camerali
  • Alcuni proventi derivanti dall’utilizzo dei beni di Demanio e di Patrimonio dello Stato 
  • Registrazione dei contratti di locazione
    Somme dovute a seguito di presentazione della dichiarazione di successione 
  • Imposta sostitutiva sui finanziamenti
  • Imposta sulle assicurazioni
  • Tasse scolastiche
  • Somme per servizi ipotecari e catastali da pagare a uffici provinciali-territorio dell’Agenzia delle entrate 
  • Imposte, interessi e sanzioni per registrazione degli atti giudiziari
  • Autoliquidazione da dichiarazioni
  • Ravvedimento
  • Controllo automatizzato e documentale della dichiarazione
  • Avviso di accertamento (in caso di omessa impugnazione)
  • Avviso di irrogazione di sanzioni
  • Istituti conciliativi di avvisi di accertamento e irrogazione di sanzioni

Pesca alla trota nei torrenti: le tecniche  e consigli da usare

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pescare la trota
pescare la trota

Pescare la trota che passione! Sono presenti molti esemplari di trote nei torrenti di tutta Italia. Sono pesci prelibati che vale la pena pescare per portare in tavola un po’ di buon pesce fresco. Peccato che non siano affatto semplici da pescare! Sono furbi, anzi furbissimi. Sanno rendersi conto quando c’è un pericolo. Come sentono un rumore, fuggono. Conoscono poi talmente tanto bene i torrenti da sapersi nascondere alla perfezione. C’è bisogno di un po’  di esperienza quindi per riuscire nell’impresa. C’è bisogno anche di conoscere le migliori tecniche, che sono spinning, mosca con esche artificiali, al tocco. 

Pescare la trota con la tecnica dello spinning

La pesca a spinning prevede l’utilizzo di esche a cucchiaino argentate oppure dorate. Molto importante ricordare che l’esca deve restare sul fondo. Non deve però toccare il fondo. Proprio per questo motivo vanno bene esche dai 3 ai 6 grammi di peso circa. 

 

I cucchiaini con paletta inserita nell’asse sfarfallano quanto sono calati in acqua e in fase di recupero ruotano in modo regolare. Si tratta della scelta ideale in caso di lanci corti. Si tratta della scelta ideale inoltre in caso di grosse buche oppure laddove vi siano piane con corrente non eccessiva. 

 

Più difficili da utilizzare, i cucchiaini con paletta unita all’asse tramite cavalierino. In questo caso si possono realizzare però lanci piuttosto lunghi. Se in movimento, la rotazione è regolare. Al momento del calo in acqua, l’esca affonda invece senza sfarfallare. È necessario quindi intervenire per far muovere l’esca. Si tratta della scelta ideale per i pescatori più esperti e per i torrenti con molta acqua. 

Mosca con esche artificiali

La pesca a mosca con esche artificiali è perfetta per le trote di torrente. Le trote infatti quando risalgono i torrenti sono solite mangiare tutti gli insetti che incontrano sul loro cammino. Le esche in possesso di peli e piume sembrano proprio degli insetti. Sono in silicone e possono anche emanare un aroma simile alle esche naturali. Inoltre possono brillare sotto ai raggi del sole, così da sembrare ancora più realistiche. Ecco quindi che la trota abbocca all’amo. 

Pescare la trota al tocco

In questo caso il pescatore deve effettuare appositi colpetti al cimino. Trasmessi all’esca, permettono di far abboccare il pesce. Ovviamente per i fiumi più ampi, sono necessarie canne lunghe. Le canne devono essere leggere inoltre e maneggevoli. Devono essere rigide, ma non in punta. 

Pescare la trota, non è affatto semplice!

Le tecniche che abbiamo appena elencato non sono affatto semplici. I neofiti hanno senza dubbio bisogno di fare un po’ di esperienza per riuscire ad eseguirle al meglio. Sono disponibili per fortuna online blog e siti internet specializzati. Sono disponibili anche molti interessanti tutorial. Anche i manuali, persino in formato digitale, che è oggi possibile acquistare sono fonte di informazioni. È solo con la pratica però che si riesce a diventare sempre più esperti. 

Colori primari e colori secondari: quali sono? 

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colori primari
colori primari

Dipingere, che cosa meravigliosa! Un vero e proprio passatempo per adulti e per bambini, che permette di esprimere creatività. Una forma d’arte che allontana lo stress e rilassa. Anche dipingere le pareti è altrettanto rilassate, un modo per modificare la resa estetica della propria casa inoltre. Senza dimenticare il fai da te. La possibilità infatti di creare con le proprie mani un oggetto è ricca di fascino! 

Dipingere, e se non abbiamo tutti i colori necessari a disposizione? 

Eccoci pronti a realizzare un bel dipinto, un lavoretto, un disegno sulle pareti di casa. Ci si arma di pennello e di colori. Può capitare però di rendersi conto proprio all’ultimo momento di non avere abbastanza colori a disposizione. Nessun problema. Non disperatevi! Non uscite di casa per raggiungere il primo negozio di vernici! Tutti i colori possono essere riprodotti in modo molto semplice infatti. Basta avere a disposizione i colori primari per riuscire in questa impresa. 

I colori primari 

Con il termine colori primari si fa riferimento ai colori di base, assoluti, puri. Non sono colori che possano essere creati con delle mescolanze quindi. Sono però i colori che possono essere mescolati tra di loro, così da riuscire ad ottenere tutti gli altri. Quali sono? Siamo soliti affermare che i colori primari sono il giallo, rosso e il blu. Nel caso del rosso e del blu, per essere precisi dobbiamo dire che si tratta del magenta e del ciano

I colori secondari e terziari

Mescolando tra di loro i colori primari, si ottengono i colori secondari. Ecco una tabella che spiega con precisione queste mescolanze:

  • Giallo + Rosso = Arancione
  • Giallo + Blu = Verde
  • Rosso + Blu = Viola

Colori primari e secondari insieme, sono quelli presenti in natura. Le altre sono più che altro sfumature di colore. Queste sfumature si ottengono mescolando tra di loro i colori primari e i colori secondari. Si ottengono anche utilizzando il bianco o il nero, per schiarire quindi o scurire la tonalità. Si parla in tutti questi casi di colori terziari. 

Colori primari e secondari: è meglio procedere proprio in questo modo

È in realtà meglio procedere proprio in questo modo. Anziché acquistare tutti i colori già pronti, realizzarli quindi a partire dai colori primari. È meglio, perché si ha così la possibilità di creare la sfumatura di colore di cui si ha bisogno. È meglio perché si ha modo di personalizzare il lavoro, di renderlo originale, unico. Impagabile sapere che quella precisa sfumatura di colore è nostra, creata da noi, da nessun altro!

 

Inoltre si tratta di un modo per risparmiare. Si acquistano infatti pochi colori, che poi si andranno ad utilizzare sicuramente nella loro interezza. Niente colori che si utilizzano quindi una volta soltanto, che seccano e che poi siamo costretti a gettare. Non essendoci alcuno spreco, c’è un bel risparmio economico e un amore verso l’ambiente in cui viviamo. Ci sono infatti anche meno rifiuti. 

Principali eventi nel Castello Sforzesco di Milano

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Castello Sforzesco di Milano
Castello Sforzesco di Milano

Il Castello Sforzesco di Milano è un luogo semplicemente incredibile e suggestivo. Non è solo un museo da visitare e in cui perdersi. È anche un luogo vivo, vivace, dove vengono organizzati innumerevoli eventi. Ecco quali sono allora i principali eventi a cui partecipare prossimamente. 

Visite guidate alle merlate e ai cortili 

Sì, il Castello Sforzesco è un meraviglioso museo. Tutti sanno quali sono i capolavori che è possibile vedere al suo interno. In pochi invece conoscono le merlate, i cortili, gli spazi esterni. Ecco perchè quest’anno sono state organizzate visite guidate proprio all’esterno. È possibile passeggiare sulle merlate al tramonto, dalle 18 alle 19.30. È possibile visitarle però anche di giorno, nel weekend, dalle 10.30 alle 15. Dall’alto, il panorama sulla città è suggestivo. Le visite ai cortili, consentono di scoprire oltre 130 opere. Sono disponibili di sera, ma anche di giorno, queste ultime adatte soprattutto alle famiglie. 

Estate Sforzesca 

Fino al 3 settembre 2020 è possibile vedere meravigliosi spettacoli nella cornice del Cortile delle Armi. Si tratta di spettacoli teatrali, ma anche di spettacoli di danza. Nella maggior parte dei casi, l’ingresso è gratuito. Nei casi in cui sia previsto un biglietto di ingresso, il prezzo è calmierato. Da ricordare che è sempre necessaria però la prenotazione. Quest’anno infatti a causa del Covid-19 è necessario che accedano poche persone, tutte con posto a sedere. 

Le mostre da non perdere  

La mostra “Cesare Colombo. Fotografie/Photographs 1952-2012” è disponibile fino al 30 settembre 2020, nella Corte Ducale, Sala Viscontea. In esposizione, oltre 100 fotografie di Milano. Le fotografie permettono di scoprire i più disparati aspetti della città, oltre che vita e lavoro di Cesare Colombo. Interessanti anche i filmati inediti proiettati. Risalgono agli anni ‘60 e ‘70 e permettono di scoprire in modo ancora più affascinante la Milano di un tempo.

 

Interessante anche la mostra del “Competition MilanoVetro-35”. Le opere finaliste sono in esposizione sino a settembre 2020. Sono opere in vetro realizzate da artisti under 35, di grande design, dal sapore moderno e accattivante. 

 

Da ricordare infine la mostra “Sotto il cielo di Nut. Egitto divino”. Sono presenti in esposizione oltre 150 opere. Consentono di scoprire l’arte dell’antico Egitto in ogni sua sfaccettatura. Consentono anche di addentrarsi nel loro in cui gli egizi consideravano le divinità. Un viaggio che non è solo artistico insomma ma anche spirituale. 

I campus estivi per i bambini

I bambini hanno sempre bisogno di divertirsi e di scoprire il mondo che li circonda. Quest’anno ne hanno bisogno in modo particolare. Dopo l’emergenza Covid-19 che li ha tenuti in casa sin troppo a lungo, sentono infatti il bisogno di uscire. Sentono il bisogno di stare con i loro coetanei. Sentono il bisogno di qualcuno che li guidi. Ecco perché il Castello Sforzesco ha deciso per questa estate 2020 di offrire anche campus e incontri per i bambini. Qui possono trovare occasioni di divertimento, ma anche di scoperta. Campus e incontri che sono infatti educativi e incentrati sull’arte e sulla storia. 

La verniciatura dei muretti del balcone

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verniciatura muretti balcone
verniciatura muretti balcone

Avere un balcone, anche se di piccole dimensioni, è semplicemente meraviglioso. Uno spazio aperto dove rilassarsi infatti e dove vivere momenti piacevoli. Un luogo da amare e di cui prendersi cura, inserendo anche fiori e piccole piante. Sì, avere un balcone è semplicemente meraviglioso. Peccato però che i muretti del balcone con il passare del tempo vadano incontro ad un naturale deterioramento. Possono anche macchiarsi con estrema semplicità. È normale che sia così. Dopotutto infatti restano a diretto contatto con le intemperie ogni giorno. Proprio per questo motivo è bene provvedere a verniciarli. Quanto di frequente? Una volta all’anno è più che sufficente, meglio se in primavera. 

Verniciatura dei muretti del balcone: meglio fare affidamento su un professionista

Per verniciare i muretti del balcone è consigliabile fare affidamento su un professionista. Solo un professionista sa infatti scegliere le vernici più adatte per quello specifico balcone. Le vernici infatti non vanno scelte solo in base alla resa estetica. Vanno scelte anche in base alle condizioni atmosferiche presenti in quella zona. Se l’umidità è intensa, è ad esempio necessaria una pittura che possa contrastarla. Se si tratta di un luogo dove il sole è cocente, di una pittura che non soffra a causa dei raggi UV.

 

È importante poi ricordare che non si può intervenire sui muretti da riverniciare così come sono di solito. Potrebbe infatti essere necessario pulire con cura la zona ed eliminare le eventuali bolle che si sono venute a creare. Potrebbe essere necessario anche togliere la muffa e ripristinare l’intonaco. Queste sono operazioni lunghe e noiose, che necessitano di un po’ di dimestichezza. Proprio per questo motivo è bene richiedere l’aiuto di un professionista. 

Scegliere un imbianchino per i muretti del balcone

Mettiamo il caso che tu viva a Milano. Come scegli l’imbianchino più adatto per questo lavoro? Semplice, con una ricerca online. Non devi far altro che inserire la parola chiave imbianchino Milano e il gioco è fatto. Il motore di ricerca ti offre una serie di risultati, tra i più autorevoli. A questo punto, richiedi quanti più preventivi possibile. Preventivi alla mano è semplice capire quale realtà offre il miglior rapporto qualità prezzo. 

I colori per il balcone di casa

Nella scelta del colore più adatto per il tuo balcone entrano in gioco vari fattori. Se abiti in condominio non ti puoi sbizzarrire poi più di tanto. Devi seguire i colori del palazzo e le direttive eventualmente presenti. Puoi optare per colori diversi solo se non si notano dall’esterno. Nel caso invece tu viva in una casa indipendente il discorso è opposto. Puoi scegliere qualsiasi colore tu preferisca. 

 

Ti consigliamo di prendere in considerazione il tuo gusto estetico, certo, ma anche le tendenze del momento. In questo modo puoi creare uno spazio glam, alla moda, moderno e accattivante. Ti consigliamo di prendere in considerazione anche lo stile di arredamento che ti piace. Inutile scegliere un colore glam e squillante se poi ami lo stile rustico! 

 

Come verniciare un soffitto in legno di bianco

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verniciare soffitto in legno bianco
verniciare soffitto in legno bianco

I soffitti con travi in legno hanno un fascino incredibile, capaci di donare calore ed eleganza ad ogni stanza. I soffitti in legno possono far apparire però le stanze più piccole di quanto in realtà non siano. Come minimizzare questo effetto? Verniciando di bianco il soffitto in legno ovviamente. 

Come verniciare un soffitto in legno: meglio evitare il fai da te

Le pareti e i soffitti di casa possono essere verniciati anche in modo autonomo. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice, che non richiede grandi abilità. Il discorso però è ben diverso per i soffitti in legno. Il legno è più difficile da verniciare rispetto alla muratura o al cartongesso. Necessita di una mano delicata e precisa. Necessita di maggiore esperienza e professionalità. Proprio per questo motivo è preferibile optare per un imbianchino. 

 

Molte persone credono che sia difficile scovare l’imbianchino davvero bravo. In realtà oggi come oggi basta fare una ricerca online. Se hai bisogno di un imbianchino Milano, è proprio questa la parola chiave da inserire su Google. Nel giro di pochi istanti ecco le indicazioni di imbianchini a cui chiedere un preventivo. Vedrai è più semplice di quel che pensi!

L’effetto che si ottiene

Verniciando un soffitto in legno di colore bianco, si ottiene una grande luminosità. Anche le stanze con piccole finestre appaiono brillanti, la scelta ideale quindi per esempio per le mansarde. Data la grande luminosità ottenuta, le stanze appaiono anche più ampie di quanto non siano. 

 

Verniciando un soffitto in legno di colore bianco, si elimina quel suo sapore un po’ rustico, da baita di montagna. La stanza assume quindi un mood più chic. É un ambiente eccellente per i mobili in stile shabby ma anche per i mobili in assoluto più moderni

 

La vernice può essere anche una valida protezione per il legno. Le vernici protettive consentono di evitare che un eventuale eccesso di umidità possa danneggiare le travi. Permettono di rendere il legno nutrito e di conseguenza molto più forte. Anche il naturale scorrere del tempo non può insomma intaccare la bellezza del soffitto!

Quale sfumatura di bianco scegliere per verniciare un soffitto in legno di bianco?

Di bianco ne esiste uno solo! Non c’è frase più falsa di questa. Esistono decine e decine di sfumature di bianco tra cui poter scegliere. Il nostro consiglio è di optare per lo stesso identico bianco utilizzato per le pareti. In questo modo infatti si viene a creare un’armonia eccellente. Sul legno è anche possibile optare per degli effetti di grande impatto visivo. Pensiamo ad esempio alle vernici che creano un effetto anticato. Pensiamo anche alle vernici glitterate. Soluzioni particolari e dotate di immenso fascino. 

 

Importante poi ricordare che creando una stanza total white, è possibile giocare con i contrasti. Una parete colorata rende la stanza più originale. I mobili in contrasto, magari neri oppure in tonalità accese, donano vivacità. Insomma, è possibile valorizzare la propria personalità. 

Debellare le tarme dagli armadi di casa: i rimedi naturali

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Quante volte  vi sarà capitato, specialmente durante il cambio di stagione, di trovare capi di lana o di cotone ricoperti da piccoli fori?

I vestiti “bucati” sono causati da tarme, ovvero piccole farfalline che apprezzano molto il guardaroba. Ma da dove vengono? In realtà le tarme possono entrare dalla finestra che abbiamo lasciato aperta o addirittura formarsi su un capo non pulito.

In commercio sono disponibili una moltitudine di prodotti per la disinfestazione che possono essere d’aiuto per eliminarle ma se ci pensiamo bene, non sono prodotti naturali e quindi non ideali per la nostra salute.

Utilizzare quindi degli antitarme naturali è la mossa vincente. Vediamo allora quali sono i migliori prodotti che il sito disinfestazionemilano.org consiglia


La lavanda per la disinfestazione delle tarme

L’odore di lavanda è molto gradito agli esseri umani ma non è lo stesso per le tarme. Questo risulta essere un ottimo rimedio per eliminarle definitivamente e profumare anche l’armadio.

Basta prendere dei sacchetti e riempirli con fiori di lavanda essiccati, a cui è possibile aggiungere del pepe nero o delle foglioline di menta oppure del rosmarino.

Alloro e cannella

Un ottimo antitarme naturale è rappresentato dall’alloro e dalla cannella. Per prepararlo basta prendere delle foglie di alloro e stecche di cannella che dovrete tagliare a pezzetti. Usufruendo di uno ago, inserite le foglie di alloro su uno spago e ogni venti foglie, fermate con un pezzetto di cannella.

Potete continuare così fino a raggiungere la lunghezza di cui avete bisogno. A questo punto, potete chiudere le estremità con dei nodi e appendete questa collana di alloro e cannella all’interno dell’armadio.


Eliminare le tarme: arancia e chiodi di garofano

Le tarme detestano il forte odore degli agrumi ed anche quello dei chiodi di garofano. Se li mettiamo insieme diventano un mix perfetto antitarme! Basta prendere un’arancia ed infilare nella scorza i chiodi di garofano. Riponetela nell’armadio e vedrete che, oltre ad avere vestiti profumati, non troverete più abiti rovinati dalle fastidiose tarme!

 

Pulire la griglia del barbecue utilizzando metodi naturali

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L’estate è la stagione perfetta per organizzare cene con amici e parenti in giardino o nella casa in campagna; non è raro che, specialmente in questo periodo, si facciano grigliate o barbecue.

Ma come fare per mantenere puliti gli strumenti che sono sempre soggetti, non solo alle incrostazioni degli alimenti ma anche all’azione del fuoco? Normalmente la manutenzione del barbecue varia a secondo del modello, quindi prima di procedere, è utile accertarsi della modalità di pulizia prevista dagli strumenti che si possiedono per evitare danni.

Vediamo quindi come procedere per pulire la griglia del barbecue.


Operazioni preliminari per pulire la griglia del barbecue

Se si desidera mantenere griglie e barbecue in maniera impeccabile bisogna effettuare operazioni di manutenzione con una certa regolarità. Ad esempio: rimuovere ceneri e carbonelle, eliminare le incrostazioni derivanti dall’azione del fuoco; a questo proposito, può essere necessario utilizzare delle spazzole di metallo.


Bicarbonato

Un rimedio naturale molto utile per la pulizia della griglia è il bicarbonato. Questo prodotto è particolarmente adatto per eliminare l’odore di carne o di pesce dopo la cottura. Una volta aver eliminato le incrostazioni più evidenti con la spazzola di metallo, bisogna creare una soluzione di acqua tiepida e bicarbonato, aggiungendone due cucchiai in mezzo litro d’acqua.

Utilizzate un vecchio panno di cotone e inumidite la stoffa nella soluzione che avete creato e passatela su ogni striscia della griglia, concentrandovi maggiormente sulle zone più annerite. Una volta fatto ciò, sciacquate con cura.


Sapone di Marsiglia

Il sapone di Marsiglia si rivela un altro ottimo prodotto per la pulizia della griglia, specialmente se si tratta di acciaio. Se lo sporco è veramente insistente, sarebbe meglio mettere la griglia in ammollo. Prendete un catino sufficientemente grande, mettete dell’acqua calda e un bicchiere di sapone di Marsiglia grattugiato.

Immergete la griglia e lasciatela in posizione per una mezz’ora, in modo tale da ammorbidire lo sporco.

Nel frattempo dovrete preparare una soluzione di acqua e sapone di Marsiglia per ottenere una consistenza semi liquida. Dopo aver estratto la griglia, passate questa crema che avete ottenuto su ogni sua parte. Successivamente sciacquate tutto con abbondante acqua fresca e asciugate con cura.

Il passaggio da Equitalia ad Agenzia delle Entrate Riscossioni

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Nel 2017, come noto, è avvenuto il “passaggio di consegna” da Equitalia a l’Agenzia delle Entrate Riscossioni. Questo ha determinato il passaggio dei crediti di Equitalia e delle cartelle notificate sotto la competenza del nuovo ente. 

In poche parole, Equitalia è stata abolita, e il nuovo ente che l’ha sostituita, assorbendone le funzioni, si chiama Agenzia delle Entrate Riscossioni. Il passaggio è avvenuto nel 2017, con effetto dal primo luglio di quell’anno, grazie al Decreto Legge 22 ottobre 2016 n. 193.

L’Agenzia delle Entrate Riscossioni è un organismo che svolgerà gli stessi compiti della vecchia Equitalia. A differenza di Equitalia sarà molto più forte e con possibilità di svolgere delle indagini molto più approfondite rispetto al vecchio ente.

Solo per fare un esempio, l’Agenzia delle Entrate può addirittura richiedere l’accesso alle informazioni bancarie, cosa che Equitalia non poteva fare. 

Approfondisci la tua curiosità: leggi anche cos’è il rame Millberry

Ma come funziona la nuova Agenzia delle Entrate?  

Questo ente è posto sotto la vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e si occupa appunto dell’accertamento della riscossione (quindi di valutare chi siano i debitori rispetto ad essa) e anche della fase della riscossione coattiva. 

 

Cosa cambia rispetto ad Equitalia? 

 

Ci sono delle differenze fra Equitalia e l’Agenzia delle Entrate Riscossioni; la prima è che mentre Equitalia era un soggetto privato, l’Agenzia è invece un ente pubblico. Il nuovo ente, come abbiamo detto, è caratterizzato da poteri d’indagine molto più penetranti rispetto a quelli permessi ad Equitalia.

Ad esempio, come si è già accennato, l’Agenzia delle Entrate Riscossioni può avere accesso alle banche dati ed ottenere tutte le informazioni che gli occorrono – dati sul rapporto di lavoro, informazioni INPS, i conti correnti attivi con delle somme dalle quali prelevare quanto dovuto per saldare il debito, e via dicendo – allo scopo di rendere effettiva la sua opera di riscossione.

L’Agenzia delle Entrate Riscossioni, rispetto ad Equitalia, ha a disposizione degli strumenti che le permettono di trovare più facilmente i redditi nascosti al fisco. Di conoscere a tutto tondo l’attuale situazione finanziaria del debitore, per procedere all’esecuzione se necessario. 

Non solo, con l’Agenzia delle Entrate Riscossioni sembra rinnovarsi anche lo strumento (già esistente nell’ordinamento ma poco usato) del pignoramento del conto corrente laddove siano andati a vuoto i tentativi di recupero delle somme di denaro tentate dall’ente. Se il contribuente, insomma, ignora le cartelle esattoriali, gli avvisi bonari e le intimazioni, e non contesta le cartelle, allora si potrà procedere al pignoramento del conto. 

Conosci il rame Millberry? Caratteristiche e reperibilità

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Gli operatori che riciclano i metalli, sanno benissimo identificare il rame Millberry, ne conoscono forme e colori. Si parla di un rame particolare, chiamato “Millberry”, perché composto da fili. Per essere precisi, si chiama anche “fili di rottame di rame” e questi ultimi possono essere di prima, seconda o terza categoria, anche se sono molto più costosi i primi, così come sono anche più comuni.

 

Rame Millberry: le caratteristiche

 

Si chiama “Millberry” e i compro rame Milano ne acquistano e rivendono ogni giorno. Ogni tonnellata ha un prezzo diverso, a seconda di quale categoria faccia parte il rame di cui si parla. Con il termine “Millberry” si indicano i fili di rame, che generalmente fanno parte della prima categoria o della seconda. Più raramente, si parla di rame Milberry di terza scelta. Per quanto riguarda la prima tipologia, si deve subito indicare che si tratta di un rame puro, non soggetto a lavorazioni o unioni con altri materiali, e che possiede una quotazione alta in borsa. Di valore minore invece i fili di rame di seconda scelta. 

Qualsiasi tipologia di Millberry può essere riutilizzata, ed in particolare nei settori edili o negli impianti industriali. Se si tratta di rame puro, allora sarà perfetto per andare a costituire gli impianti elettrici. Di conseguenza si può affermare che il rame Millberry può essere utilizzato nell’industria elettrica, in quella leggera, nei macchinari, nell’edilizia, nel campo della difesa nazionale. 

 

Dove trovare il rame Millberry

 

Se ci si chiede dove poter trovare il rame Millberry, la risposta è molto semplice. Prima di tutto ci si può rivolgere ai compro rame Milano, o a quelli di qualsiasi altra città italiana. Se a volte esistono degli appositi punti vendita, il mercato però viene gestito soprattutto tramite la rete, ovviamente attraverso siti affidabili e che sono di proprietà di alcune società. Ne esistono tante infatti che si occupano di vendere il rame Millberry anche in tutto il mondo, e i cui annunci si possono vedere tramite le loro pagine ufficiali. Ovviamente il prezzo di spedizione varia, così come varia anche il costo di questo particolare rame.

A far variare i prezzi è la tipologia dei fili di rame, ovvero se questi sono di prima o di seconda scelta. È bene sempre fare attenzione al sito a cui si fa riferimento, e verificare la reale esistenza della società presso la quale si vuole acquistare il rame. 

Al fine di verificare che si tratti di un sito o di una ditta affidabile, è meglio controllare che il sito sia aggiornato, che parli di documentazione, che abbia tutti i contatti utili affinché il cliente possa chiedere le opportune informazioni. Se queste ultime sono poche oppure mal fornite o anche sbagliate, ovviamente è meglio rivolgersi ad un compro rame migliore, e che sia in grado di garantire una maggiore sicurezza. 

Oltre a questo, è bene sempre confrontare il prezzo del rame Millberry mostrato da un determinato sito, con quello che compare anche su altre pagine del web. Se più o meno i prezzi sono simili, si potrebbero giudicare come affidabili i costi mostrati.